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Con un giro d'affari che supera i due miliardi e mezzo, il comparto dell'aerospazio piemontese spinge l'acceleratore sull'export e tiene gli occhi puntati sui fondi europei per assicurarsi risorse preziose per l'innovazione. La Regione Piemonte, tramite il Distretto aerospaziale Piemonte – guidato da Marco Galimberti – è al lavoro per definire il nuovo Piano di sviluppo del settore che dovrà individuare le priorità di investimento pubblico-privato per la programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2020 e la partecipazione al programma di ricerca comunitario Horizon 2020, in un'ottica che favorisca la programmazione pluriennale.

«La prima novità – ricorda l'assessore Agostino Ghiglia – sono gli 11 milioni di euro che arriveranno alle imprese piemontesi come risorse per i quattro cluster nazionali dell'aerospazio, in tre dei quali le aziende del territorio giocano un ruolo fondamentale. Continueremo a scommettere sulla piattaforma tecnologica regionale dedicata all'aerospazio e definiremo le priorità del futuro tenendo anche in considerazione gli sviluppi dei cluster nazionali». Forte di sette grandi e medie aziende del settore e di circa 200 Pmi, il distretto piemontese conta 12.500 addetti e forti rapporti di collaborazione con Politecnico di Torino e le altre università del Piemonte. Qui funziona la coesistenza tra grandi gruppi – Alenia Aermacchi, che tra Torino, Caselle e Cameri ha concentrato le produzioni del comparto militare, Ge-Avio, Thales Alenia Space, Selex Es, Microtecnica –, terminali di gruppi internazionali come Aviospace per Astrium, medie realtà in crescita come il polo della Intecs, come Aerosekur, specializzata in strutture gonfiabili utili per l'esplorazione spaziale, o come la Mag – Mecaer Aviation Group – di Borgomanero, accanto a Pmi innovative come Nimbus, che ha realizzato e brevettato un velivolo Uav (Unmanned aerial vehicle) adatto alla sorveglianza di territori e infrastrutture, unico prodotto italiano ammesso all'Unmanned System Expo 2013 di Washington. L'esperienza tutta piemontese della piattaforma tecnologica dedicata all'aerospazio, al secondo giro di boa, ha focalizzato in questi anni i progetti di ricerca e sviluppo su cinque direttrici, dai velivoli senza pilota ai progetti di rimozione della "spazzatura" spaziale, passando per lo sviluppo delle tecnologie green sui motori.

La priorità per gli operatori economici è sincronizzare interventi e linee prioritarie della ricerca, con un occhio agli sviluppi di un mercato caratterizzato da programmi internazionali pluriennali. Il Piemonte ha investito con decisione sulle tecnologie per i velivoli a pilotaggio remoto (Uav o droni) che rappresentano un mercato emergente in ambito civile e militare. Un filone di ricerca applicata che vede come capofila Alenia Aermacchi e Seles Es, in particolare, il cui obiettivo è di progettare e sviluppare un sistema avanzato di monitoraggio e sorveglianza del territorio, basato su velivoli senza pilota. «Si tratta di un ambito dove l'innovazione tecnologica deve superare i vincoli di una normativa che non ha saputo ancora prevederne gli sviluppi» spiegano dal Distretto. Il Piemonte vanta il record europeo nella sperimentazione sul campo degli Uav e tre prototipi pronti: lo Sky-Y di Alenia Aermacchi, sviluppato come dimostratore di tecnologie innovative per velivoli di classe Male (Medium altitude long endurance) destinato a svolgere missioni di sorveglianza e pattugliamento; il Falco, prodotto da Selex Es e il D-Fly di Nimbus, per ricognizioni tattiche.

Altro orizzonte economicamente in evoluzione altra priorità del Distretto è la motoristica ecocompatibile e la Green engine. «Una scomessa sicura» dicono gli operatori visto le indicazioni dell'Ue in materia di riduzione dei consumi di carburante e di emissioni inquinanti (in questo caso, capofila è Avio): si lavora allo sviluppo di componenti in leghe titanio- alluminio e nuove tipologie di architettura dei motori.

Altra forte specializzazione del distretto piemontese nasce dal fatto che Thales Alenia Space ha scelto Torino come centro di sviluppo delle tecnologie per l'esplorazione spaziale oltre a sviluppare i moduli Cygnus per il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale. Tra gli sviluppi più interessanti per la componentistica aerea, poi, c'è la produzione di attuatori di nuova generazione che rappresentano l'evoluzione dei componenti, da una tecnologia idraulica a una meccanico-elettrica, più leggera, meno costosa e più precisa, con capofila la Mag. Mentre Aviospace – del colosso europeo Astrium – sviluppa la ricerca dedicata alla gestione dei rifiuti spaziali, priorità condivisa da Esa e Nasa, che coinvolge non solo la tecnologia ma anche il mondo delle assicurazioni dei prodotti spaziali.

La sfida per i prossimi anni è consolidare e rinnovare le eccellenze tecnologiche costruite con la piattaforma tecnologica per l'aerospazio della Regione Piemonte e continuare a crescere sui mercati esteri: nel 2012 il Piemonte ha esportato prodotti del settore di aeromobili e veicoli spaziali per un valore pari a 1,118 miliardi di euro, il 4,6% in più rispetto al 2011 e l'8,9% in confronto al 2010. Specularmente sono diminuite le importazioni – da 436,6 milioni a 281,7 – a beneficio, dunque, della bilancia commerciale del Piemonte, in positivo per 836,9 milioni.